Un po' di tempo fa ero a fare un giro in libreria assieme al mio moroso. Stavamo tutti e due davanti allo scaffale del fantasy a sbirciare libri a casaccio.
Lui trova una frase piazzata sul retro di una copertina che recita così: "Non pretendo di essere stato un grande uomo. Eppure, se io non fossi nato... tante cose sarebbero diverse... Migliori? Non penso". Subito si esalta (per la frase, non per il libro) perchè a lui piacciono un sacco gli eroi e tutte quelle cose lì. Voleva portarsi a casa quella frase a tutti i costi, e così mi sono messa a frugare nella borsa in cerca di una penna e di un pezzo di carta. (Questo mi porta a fare una riflessione su cosa sarebbero gli uomini senza le borse delle donne).
Insomma alla fine la penna non salta fuori, io avevo fretta di tornare a casa, e poi ero andata lì perchè volevo comprarmi un romanzo fantasy.
Morale sono tornata a casa con questo libro dal titolo "L'apprendista assassino" di una tal Robin Hobb a me del tutto sconosciuta.
Comincio poi a leggerlo senza troppo entusiasmo anche perchè nè la copertina, nè il titolo, nè quello che ci stava scritto sui risvolti mi attiravano più di tanto. E infatti lo pianto verso pagina quindici perchè proprio non mi pareva niente di che.
Arriva il giorno in cui il capo ufficio mi chiede di andare a un convegno a Perugia, avvisandomi con due giorni di anticipo, procurandomi lì per lì una mezza incazzatura perchè odio le cose improvvisate, soprattutto quando si tratta di viaggi.
Sono assolutamente incapace di affrontare un viaggio in treno senza un libro. Anche per viaggi brevi, figuriamoci quattro ore di andata e altre quattro di ritorno. Questa volta però fino all'ultimo momento non ci avevo pensato, così è finita che un attimo prima di partire ho afferrato il primo libro a casaccio di quelli che stazionano sopra il comodino. Ovviamente era quel libro.
Durante quel viaggetto ho scoperto un paio di cose inaspettate.
Prima di tutto quello che avevo tra le mani era un romanzo formidabile. La chiamano, ho scoperto poi, fantasy adulta, quella in cui gli aspetti favolistici non sono preponderanti, il confine tra bene e male ha le sue brave sfumature e soprattutto i personaggi hanno uno spessore grosso così, niente a che vedere con le macchiette dell'eroe senza macchia e senza paura e della bella principessa prigioniera del castello.
Sì lo so, colpa mia che del fantasy non ne ho mai capito niente e mi tiravo dietro enormi pregiudizi.
La seconda cosa che scopro è che Perugia è una città incantevole, costruita in cima ad un colle, con un centro storico tutto pietra, edifici imponenti che incombono dall'alto e strade strette e storte che se ti distrai un attimo puoi vederci passare qualche guerriero in armatura completa e potrebbe non sembrarti nemmeno strano.
Questo per dire che la prossima volta che mi mandano all'improvviso in qualche luogo sconosciuto mi incazzerò di meno.
Quel libro alla fine l'ho divorato e subito dopo ho comprato il seguito. Mi sono innamorata, è una scrittura che mi commuove, sfoglio le pagine con una cautela che solitamente non uso, visto che i libri, quando mi piacciono, li divoro e stop.
La cosa drammatica è stata scoprire che il terzo volume, quello conclusivo, la casa editrice non l'aveva pubblicato e che dovevo aspettare la fine di gennaio per averlo.
In tutto questo, ero così entusiasta di questi due romanzi che li ho voluti prestare alla mia collega, quella che ha la scrivania a fianco alla mia e con la quale faccio milioni di chiacchiere quotidiane.
Si è innamorata anche lei.
Ha sanzionato che il terzo volume doveva a tutti i costi regalarmelo lei. Nella sua testa era giusto così: lei lo comprava, io lo leggevo, e poi glielo prestavo come avevo fatto con i primi due.
E così mi sono messa in attesa di questa benedetta uscita, sperando che la casa editrice non ritardasse.
Ecco oggi la mia collega ha fatto questa mossa. La libreria presso la quale aveva fatto l'ordine le ha inviato una e-mail per avvisarla che il libro era arrivato. Lei senza senza fare cenno alla mail mi ha detto che all'ora di pranzo doveva uscire un attimo, se l'è filata quatta quatta, e quando è tornata, zac, mi ha messo in mano il tanto sospirato volume!
Ora lo so che detta così sembra anche una cavolata, ma certe volte le persone fanno per me queste cose carine e io ci resto così, a bocca aperta, perchè non me le aspetto.
Una volta non era così, una volta mi aspettavo davvero tanto dagli altri e spesso ci rimanevo male.
Adesso sono più schiva, lego a fatica con le persone e nutro sempre poche aspettative.
E ogni tanto capita qualcosa così che invece che male, mi fa rimanere bene.

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