Il moroso e io cerchiamo casa.
Insomma siamo entrati nel tunnel degli agenti immobiliari, delle visite, delle vautazioni (per vendere la mia).
E' un delirio.
Cercar casa potrebbe anche essere divertente, ma quando hai i soldi contati e nessuna esperienza in merito, è facile lasciarsi prendere dall'ansia.
I primi giri sono stati abbastanza deludenti. Abbiam visto appartamenti tutto sommato decenti, ma niente che mi facesse venire la minima voglia di andarci a vivere. Io sono abituata alla mia soffitta, che è piccola, scomoda, mezza rotta... ma è in centro, piena di luce e di sole, silenziosa, un po' strana, con una bella vista sui tetti bolognesi. L'idea di cucina e due stanze in periferia un po' mi inquieta.
Stamattina però mi sono risollevata. Abbiam visto un appartamentino, vecchiotto, in una tipica palazzina anni sessanta, in un quartiere popolare. Niente ristutturazioni, niente fighetterie, pavimenti originali dell'epoca ma tenuti benissimo. Quella casa non ha niente di speciale, se non che appena ci sono entrata mi son sentita bene. Il proprietario ospita un amico, che in quel momento non c'era ma che aveva lasciato tutto abbastanza in disordine, con tanto di piatti ancora da lavare nel lavandino. Eppure la casa a me è sembrata accogliente.
Il proprietario mi è sembrato un tipico bolognese, di quelli della vecchia guardia. Simpatico, chiacchierone, non invadente. Diceva che nella casa ci sono dei lavori da fare, e che si era abbastanza seccato perché un tizio che forse la voleva compare come investimento gli avrebbe detto: macchè lavori, se ci devo mettere dentro quattro studenti va benissimo così.
Ha pure detto che il prezzo a cui la proponeva l'agenzia era troppo alto, che tanto i prezzi stanno calando e che quindi lui l'avrebbe data a meno.
Deve essere vero che le case hanno la loro personalità e che il clima che si respira tra le mura dipende anche da chi l'ha abitata.
Insomma adesso è presto per dire: la compriamo. Ma mi ha rassicurato vedere che qualcosa di decente al prezzo che ci possiamo permettere esiste. E mi è piaciuto anche il fatto che anche il moroso ha avuto la stessa impressione positiva.
Siamo usciti tutti e due di buon umore e con il sorriso. Per strada abbiamo incontrato un ragazzo straniero, che cercava la fermata di un autobus. Parlava poco l'italiano ed era completamente fuori zona. Ci ha fatto vedere un libretto. Spiegava cosa si deve fare a Bologna se non hai nè casa nè lavoro. C'erano gli indirizzi delle mense e quelli di un ricovero notturno dove stava cercando di andare lui.
E' finita che l'abbiamo accompagnato a piedi fino in centro e siamo rimasti con lui finché non è salito sull'autobus giusto. Chissà come si deve sentire uno che arriva in una città straniera, senza conoscere la lingua e senza avere niente se non uno zaino e un librettino di indicazioni come quello.

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