Quando hanno battezzato il nuovo partito unico del centro sinistra a me è scappato da ridere. Partito Democratico (scelta minimalista e poco impegnativa), che diventa PD. Ora se, come succede a me, ti capita di frequentare certi ambientini di internet, tipo il mondo dei video-giocatori on line, sei abituato a leggerla spesso quella sigla, con un significato del tutto diverso. Pd nel linguaggio orribile e sincopato usato da alcuni (troppi a dire il vero) non è altro che la più sonora e tradizionale delle bestemmie.
Chissà se gli esperti di comunicazione del Partito Democratico lo sanno e hanno deciso che la cosa difficilmente può avere ripercussioni negative sulla loro campagna, oppure se ignorano del tutto il particolare.
A me però fa ridere lo stesso.
E sinceramente mi fa un po' ridere, anzi no, un po' incazzare, lo slogan che hanno scelto per i manifesti. Sono democratico perciò decido io.
Dicono che trattasi di apparente ossimoro...
Proprio non mi piace. Non mi sembra che di questi tempi ci sia davvero bisogno di diffondere slogan che richiamano all'individualismo, all'affermazione della volontà individuale.
Mi piacerebbe tanto vedere richiami al noi, ai legami che per forza di cose uniscono i destini delle persone che vivono nello stesso sistema sociale, alle interdipendenze che ci sfuggono perché ce le nascondono... quanto mi danneggia un lava vetri? e un topo di appartamento? e un evasore fiscale? e un politico corrotto?
Mi autocito perché questa cosa l'avevo già scritta in un altro post e mi ero spiegata meglio.
Dicevo così:
Ecco quello che volevo dire è questo: che il berlusconismo funziona perché le persone hanno perso di vista il fatto che siamo tutti interdipendenti gli uni dagli altri. Perché c'è una sorta di delirio di onnipotenza individualista che ha ottenebrato le menti. Nessuno si accorge che se tizio non ha soldi in tasca, caio non venderà la sua merce; che se i ricercatori più brillanti vanno all'estero, la nostra economia si impoverisce; che se gli anziani devono spendere tutti i loro risparmi per pagarsi a prezzi di mercato una badante, non avranno niente da dare ai loro figli; che finché esiste qualcuno che non ha più niente da perdere siamo tutti in pericolo.
A me non sembra difficile, non è mica questione di essere buoni o solidali. E' questione di investimenti.
E' a questo genere di discorsi che mi piacerebbe che si richiamasse la sinistra oggi.
Oddio immagino che farci uno slogan non sia facilissimo, ma qualcosa di meglio di "decido io" secondo me lo potevano tirare fuori.
Ma non avrebbe funzionato... probabilmente "decido io" funziona molto meglio.
A due settimane dalla fine delle ferie:
mal di gola, febbre, tosse
imbarazzante brufolo all'angolo sinistro della bocca
ciclo anticipato di cinque giorni
gengiva gonfia e irritata
Se continua così non arrivo viva a natale.
(Giuro che è tutto vero).
p.s. dimenticavo: istinto omicida a stento represso verso collega che sta parlando al telefono dalle ore 14.15 senza interruzioni (l'interlocutore - chiunque sia - secondo me, ha appoggiato la cornetta da qualche parte ed è andato a farsi i cazzi suoi).
E insomma rientro da questa vacanza e mi godo un temporaneo stato di grazia, senza domandarmi quanto potrà durare.
Sono riposata, rilassata, carica di energie.
E' strano perché prima di partire non mi rendevo affatto conto di essere così tanto stanca, stressata, nervosa, abbattuta. Lo vedo bene adesso, per differenza.
A fare la differenza, oltre alla settimana a Barcellona, è la drastica riduzione del mio consumo giornaliero di sigarette. Sarebbe bello potere continuare così, ma non mi faccio illusioni nè promesse...
Mi ero appuntata mentalmente diverse cose di cui parlare nel blog. Ho letto finalmente un paio di libri di Elena Ferrante. Prima ancora di aprirli sapevo esattamente cosa ci avrei trovato dentro, e non ho sbagliato.
Però ho la mente ancora un po' troppo vaga per parlarne, i miei pensieri sono ancora in vacanza e si rifiutano di concentrarsi su specifici argomenti.
Volevo parlare anche di Barcellona. Non che sia una meta particolarmente originale... ma ci sono stata bene. Ho fatto le classiche cose che fanno i turisti, camminato, mangiato, fatto shopping, visto musei, chiese... insomma niente di straordinario. Ma era bello alzarsi al mattino senza pensieri, vagare in una città grande, immersi nella folla. Il sole, il mare, il vento, gli odori, la gente.
Un concentrato di banalità, ma di quelle che fanno bene al corpo e allo spirito.
Rientro da Barcellona domenica mattina. Oggi martedì sono in ufficio.
Non sono ancora in grado di connettere, e men che meno di scrivere un post sensato.
Per la testa mi passa una domanda assillante: che ci faccio qui?
Può essere che nel giro di qualche giorno troverò una risposta, ma per il momento non ne ho la più pallida idea!
1. È provato oltre ogni dubbio che il fumo è una delle ragioni principali della statistica (Fletcher Knebel)
2. L'oca è l'animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne
In ordine sparso
Pulsatilla
Azzu&Fry
Personalità confusa
L'uomo assorbente
Anima salva
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Latifah
Spettro della bolognesità
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