Ricordarsi per il prossimo anno di NON venire a lavorare in agosto.
Ci son quelli che dicono che in agosto in ufficio si sta taaaanto bene perché non c'è nessuno. Sarà... ma a me lavorare in questo periodo non piace, e mi sento così stanca che non ho nemmeno voglia di andare in vacanza.
Agosto e tornano le mie notti insonni. Un po' perchè fa caldo, un po' perché sono nervosa, un po' perché in pieno centro storico con tutte le finestre spalancate arriva sempre un po' di casino, vuoi dalla strada o da altri appartamenti.
L'altra notte erano le due passate e c'era uno che urlava. Non capivo cosa stesse dicendo, perché la voce arrivava distorta e perché, come ho avuto modo di capire dopo, non parlava molto bene italiano. Però gridava, e gridava; forse da solo, forse litigava con qualcun altro, che però teneva la voce più bassa, forse chissà era al telefono. Dopo mezz'ora di grida senza sosta decido di alzarmi e mi affaccio a una finestra. Pensavo si trattasse di qualcuno del palazzo a fianco, con cui condividiamo un cortile interno di quelli terribili perché i rumori rimbombano e tendono a salire verso l'alto.
Insomma mi affaccio e ci provo:
- Potresti abbassare un po' il tono di voce per favore?
Niente, continua a gridare.
Riprovo alzando un po' la voce ripetendo la stessa domanda, sforzandomi di mantenere un tono non troppo aggressivo malgrado per farmi sentire fossi costretta a urlare.
La seconda volta mi ha sentito. Ho visto un paio di mani grandi agitarsi fuori da una finestra due piani sotto di me, nel mio stesso palazzo.
Mi ha risposto alzando ancora di più il volume delle voce, mi ha chiamata "tesoro" e "amore", mi ha detto che non dovevo rompergli i coglioni.
Mi sono innervosita e ho commesso un errore; invece di insistere con gentilezza l'ho minacciato, gli ho detto che se mi rispondeva in quel modo avrei chiamato i carabinieri. Si è incazzato ancora di più, mi ha urlato di chiamarli pure che tanto lui in casa sua faceva come cazzo voleva. E ha continuato con "tesoro", "amore" e "dolcezza".
A quel punto mi sono un po' spaventata, ho chiuso la finestra e sono tornata a letto inseguita dalle grida.
Il mio ragazzo intanto si era svegliato. Gli ho detto: basta, andiamo via da qui.
E' da tanto che ne parliamo, di cambiare casa. Ma tuti e due siamo affezionati alla nostra piccola soffitta sui tetti, di soldi ne abbiamo davvero pochi, e il centro tutto sommato ci piace (anzi dovrei dire "ci piaceva").
Quindi fino all'altra notte non ci eravamo mai decisi. Ma il vicino urlante è stata la classica goccia.
Ho realizzato solo dopo, ripensandoci, cosa è successo al palazzo in cui abito. Sono spariti i vecchi. Erano quattro, in tre appartamenti, una coppia e due donne sole. Erano imparentati tra loro e si davano una mano. Poi lo scorso anno ne è morta una, quella che viveva assieme al compagno (non erano sposati, erano un'anziana coppia di conviventi). Con il passare dei mesi sono spariti anche gli altri. Non so se siano morti o se siano andati altrove, magari in qualche casa di riposo. So solo che da un giorno all'altro al posto del vedovo è comparsa una ragazza, un appartamento è stato svuotato e ristrutturato e un altro è quello ora occupato dal tizio che urlava. Gli altri appartamenti o sono vuoti o ci stanno studenti che oltretutto cambiano ogni anno.
Al momento ci siamo solo io e il mio ragazzo, e il pazzo di sotto. Non so chi sia, non l'ho mai incontrato per le scale, non c'è il suo nome nel campanello e nemmeno nella buchetta della posta.
Questo è quello che sta accadendo a tutta la parte più popolare del centro storico bolognese. Muoiono i vecchi, gli appartamenti passano di mano, vengono affittati a studenti o a persone comunque non stanziali. Di avere vicini di casa molesti mi era già successo, ma così è diverso, ti senti totalmente solo, abbandonato. Ti sembra di vivere dentro a un guscio vuoto, storto e ammaccato, e non sai chi si cela al suo interno.
Io non sono mai stata molto paurosa, in genere non mi sento inquieta se attraverso via irnerio in mezzo ai punkabestia durante la notte, o se davanti alla macchinetta delle sigarette ci trovo ammassati cinque stranieri ubriachi.
Però stavolta ho avuto l'esatta percezione di qualcosa di diverso, un senso di abbandono e di insicurezza che non avevo mai provato prima.
Quindi stavolta è deciso, da settembre si cerca casa. Il budget è basso e c'è caso che ci tocchi andare fuori Bologna... ma sarà come deve essere. La parentesi centraiola della mia vita sta per concludersi.
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