Image Hosted by ImageShack.us
mercoledì, 12 aprile 2006
Chi?

Queste elezioni mi hanno fatto molto male e molto bene. E' come se qualcuno mi avesse tirato una badilata in testa, stavo per restarci secca, invece sono solo rimasta stordita e poi mi sono svegliata più lucida.
Durante questi anni di governo Berlusconi ne abbiamo viste di tutti i colori, una cazzata dietro quell'altra. Un parlamento che lavorava per garantire l'impunità a lui e ai suoi amici, la comunicazione di massa praticamente monopolizzata, un dibattito politico allo stesso livello di una rissa da bar di periferia, paese allo sbando, economica stagnante, insicurezza, precariato, paura, scuola pubblica demolita. Nel frattempo qualcuno si arricchiva fino all'inverosimile e tutti gli altri facevano quanto meno un passetto indietro.
Il nano malefico nel frattempo diceva cose che non stavano nè in cielo nè in terra, dava del nazista a un rappresentante del parlamento europeo tedesco, faceva le corna dietro la testa a non mi ricordo chi, diceva che i cinesi mangiavano i bambini bolliti, sventolava ogni tre per due lo spauracchio del comunismo, urlava al gomblotto e faceva la vittima.
Completamente inaffidabile e screditato nella sua facciata pubblica, disonesto fino all'inverosimile dietro le quinte.
Mi dicevo: ok, la situazione è questa. E' sotto gli occhi di tutti. E' di questo che dobbiamo parlare. Alla fine lo cacceremo via *per forza* a calci nel sedere.
E invece no, non è vero niente. Esiste una fetta importante di italiani ai quali di tutto ciò non frega un emerito cazzo di niente. Va bene che la scuola non funzioni perché tanto studiare e imparare non serve a niente; va bene che ci siano tagli di fondi a tutto ciò che è di interesse comune perché io voglio decidere cosa devo fare con i miei soldi. Va bene che ci siano orde di precari di mezza età, tanto io sono più bravo e a me non capiterà. Va bene che la massima carica dello stato si faccia i suoi porci comodi, farei lo stesso anche io al suo posto. Va bene chi ruba un po' a tutti, basta che non entri in casa *mia* a fottermi la *mia* catenina d'oro (nel qual caso gli sparo).
Il problema è che non serve a niente dire che l'Italia è stata in mano a una persona profondamente disonesta, bugiarda, che non ha fatto gli interessi degli italiani ma solo i suoi. Non serve a niente perché i suoi elettori già lo sanno (d'altra parte lo ha affermato lui stesso), e gli va benissimo così (anche se non lo possono ammettere). Anzi più se ne parla in questi termini, più gli si fa un favore, perché appare sempre più furbo, sempre più ricco, sempre più potente, sempre più intoccabile.
Bisognerebbe una mattina alzarsi, aprire un giornale, leggere in prima pagina un titolo sull'ultima cazzata del cavaliere, guardarci in faccia ed esclamare: "Berlusconi... chi?".


Postato da: marinai a 12:17 | link | commenti (3)

giovedì, 06 aprile 2006
Post politico&confuso

Volevo fare un post sulle elezioni e sulla campagna elettorale.
Dopo la boutade sull'ici e la faccenda dei coglioni, mi sembrava di avere un sacco di cose da dire.
Scopro invece che non è vero, o meglio, che non ci riesco.
Ho sempre la sensazione che non ci siano più limiti, che possano farci, a noi italiani, qualsiasi cosa e la manderemo giù.
Mi vien da pensare ai francesi e mi dico: non sono mica dall'altra parte del mondo loro, abbiamo pure le stesse radici culturali e storiche. Eppure loro sono capaci di incazzarsi come delle iene e di mettere alle spalle il loro governo.
Noi invece ormai mangiamo merda tutti i santi giorni, e cominciamo anche a trovarla buona.
Davvero non capisco quale sia il problema: abbiamo un presidente del consiglio pluri-inquisito, un'economia stagnante; l'insicurezza tende a diventare endemica, la sanità zoppica, la scuola è allo sfascio, l'università esporta all'estero le persone dotate.
Eppure, malgrado tutto questo, l'unica cosa di cui si parla sono i soldi. Non quelli dei conti pubblici, dell'economia, della sanità, dei servizi. Macchè, gli spiccioli. Il punto è che se Berlusconi pensa di potere spostare voti in suo favore promettendo l'abolizione dell'ici sulla prima casa, probabilmente lo fa a ragion veduta. E questo significa che sa che ci sono tanti italiani capaci di vendere il proprio voto per poche centinaia di euro all'anno.
Ecco quello che volevo dire è questo: che il berlusconismo funziona perché le persone hanno perso di vista il fatto che siamo tutti interdipendenti gli uni dagli altri. Perché c'è una sorta di delirio di onnipotenza individualista che ha ottenebrato le menti. Nessuno si accorge che se tizio non ha soldi in tasca, caio non venderà la sua merce; che se i ricercatori più brillanti vanno all'estero, la nostra economia si impoverisce; che se gli anziani devono spendere tutti i loro risparmi per pagarsi a prezzi di mercato una badante, non avranno niente da dare ai loro figli; che finché esiste qualcuno che non ha più niente da perdere siamo tutti in pericolo.
A me non sembra difficile, non è mica questione di essere buoni o solidali. E' questione di investimenti.
Eppure sembra fantascienza, mentre il problema reale è quello di risparmiare un centinaio di euro all'anno, senza riuscire minimamente a fare il calcolo di cosa ci stanno *veramente* togliendo.


Postato da: marinai a 14:15 | link | commenti (1)

 

Presentazioni

1. È provato oltre ogni dubbio che il fumo è una delle ragioni principali della statistica (Fletcher Knebel)

2. L'oca è l'animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne

Archivio

oggi
gennaio 2008
dicembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
ottobre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004