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mercoledì, 26 ottobre 2005
Dialoghi rubati: al bar degli impiegati

A: Lui è un tipo particolare, che ha fatto dei corsi di cucina particolari e che fa cose particolari
B: Certo, anche la clientela è particolare
C: Va bene, non mi dispiace per una volta andare a cena in un posto particolare


Cliente-impiegato a barista:
- Dovrei asportare tre caffè e un latte macchiato


Postato da: marinai a 11:48 | link | commenti (2)

mercoledì, 19 ottobre 2005
L'illogica allegria/2

Quando riduco al minimo il consumo di sigarette, o quando, più raramente, non fumo affatto, mi succedono strane cose. Piacevoli direi.
Sto pensando che il fumo ha qualcosa in comune con l'onanismo. E' un piacere solitario, qualcosa che ha a che vedere con il chiudersi in se stessi, come mettersi in un angolino con il pollice in bocca. Succhi fumo caldo dall'estremità del tubicino di carta e poi sì, lo butti fuori, ma solo dopo averlo inglobato, ingurgitato, fagocitato.
Io sono un po' così in effetti, chiusa nel mio angolo con il pollice in bocca a gettare occhiate torve al mondo, pensando cose del tipo qui fa tutto schifo, statemi alla larga e lasciatemi sola nella mia tana.
Ecco quando fumo pochissimo comincio ad avere delle reazioni anomale.
Tipo che al mattino esco di casa e mi sento parte del mondo. Guardo le persone che vanno in giro, in autobus, in bici, in macchina, in motorino, ognuno con le sue cose da fare, e mi sembra una roba bella. Mi compro il giornale all'edicola, aspetto il bus alla fermata, e non ho quella frenesia del vuoto che solitamente mi coglie nelle attese.
Io odio fare compere e odio i commessi. Cerco di comprare qualsiasi cosa al supermercato o ai grandi magazzini per ridurre al minimo il contatto umano. Ieri sono andata dal cartolaio sotto casa, che ha in vetrina delle borse davvero fantastiche. Gliele ho fatte tirare fuori tutte. Sono stata mezz'ora a guardarle, facendomi spiegare per filo e per segno le differenze tra i modelli, provandole tutte e chiacchierando amabilmente con il proprietario. E mi sono pure divertita. Forse stasera ci torno e ne compro una.
Poi ho delle cose da fare dopo l'ufficio, devo vedere delle persone per un ipotetico lavoretto che potrebbe interessarmi molto. Non mi piace dovermi fermare fuori dopo l'ufficio. Voglio solo tornare a casa, mettere le pantofole e piantarmi davanti al pc a giocare (e a fumare). Oggi invece vado incontro a questo appuntamento con piacere. Quando fa buio al pomeriggio tardi, e magari c'è brutto tempo come oggi, c'è un clima particolare. Le strade bagnate che luccicano, la gente che gira a fare commissioni. Ci si può sedere al bar per prendere un aperitivo e parlare, di lavoro o di altro, e guardare quel che c'è intorno, la vita quotidiana del centro città alla fine della giornata.
Tutto questo è normale, non è straordinario, ma io vivo così solo nelle mie fasi di astinenza dal fumo. Mi sfugge quale possa essere il legame preciso tra le due cose, e poi so che non durerà. Ma nel frattempo me la godo.


Postato da: marinai a 15:16 | link | commenti (4)

lunedì, 17 ottobre 2005
Di nuovo

Mi è tornata la bronchite asmatica. L'anno scorso avevo sperato fosse un episodio, adesso mi tocca ficcarmi bene nella zucca che mi devo curare e che devo stare attenta a quel che faccio con le sigarette. Immagino che fumare trenta sigarette al giorno in queste condizioni, sia una specie di suicidio. Dico immagino perché non è che i medici abbiano le idee chiarissime in merito.
L'anno scorso quando mi sono presentata al pronto soccorso rantolante, la prima domanda che mi hanno fatto è stata: lei fuma?
Me l'ha chiesto quello dell'accettazione, il medico, l'infermiere, lo specialista. E tutti, davanti alla mia risposta affermativa, hanno detto: ah deve smettere, assolutamente!
Stavolta, stessi sintomi, stesso pronto soccorso, addirittura stesso addetto all'accettazione (me lo ricordo bene), e nessuno, dico nessuno, ha affrontato l'argomento fumo. Mi hanno chiesto se era capitato altre volte, se ho animali in casa, se per caso lavoro a contatto con solventi o cose del genere, ma di sigarette non se n'è parlato proprio. Nemmeno lo specialista che mi ha visto la mattina dopo e che aveva in mano la cartellina dello scorso anno dove c'era scritto "fumatrice", grosso così.
A parte questo, i medici & affini sono una razza strana. Hanno questa brutta abitudine di trattarti come un sacco di patate senza dirti cosa stanno facendo. A un certo punto, dopo un prelievo e la mascherina dell'aerosol, uno si è messo ad armeggiare con il mio braccio senza dirmi niente. Lo sentivo che sbuffava mentre mi punzecchiava. Gli ho chiesto: Scusi ma cosa sta facendo?. E lui ha risposto: Io?
Certo tu, avrei voluto rispondere, cosa credi che non me ne accorgo che sono 10 minuti che mi trafori un braccio facendomi un male boia? Però mi sono limitata a confermare che sì, stavo parlando proprio con lui, e la risposta è stata: preparo un accesso venoso.
Insomma decisamente illuminante e confortante.
Però devo dire che mi hanno rimesso a nuovo, e tornare a respirare è stato decisamente bello.
Adesso ricomincerò a fare i miei giochetti con le sigarette, fumo, non fumo, fumo poco, bla bla bla. Tutto già visto. Non ho nemmeno voglia di parlarne... dopo un po' a parlare del proprio vizio, si diventa ridicoli. Cercare, senza riuscirci, di liberarsi di una dipendenza, è fonte di una certa vergogna. Meglio assumere il tono superiore di chi la sa lunga e inventarsi qualche balla salvifica. Oppure stare zitti.


Postato da: marinai a 15:59 | link | commenti (5)

 

Presentazioni

1. È provato oltre ogni dubbio che il fumo è una delle ragioni principali della statistica (Fletcher Knebel)

2. L'oca è l'animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne

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