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martedì, 26 aprile 2005
Manciata di idee

Sono tornata dal fine settimana romano con un paio di idee ballerine che mi saltellano in testa.
Una è per una roba che vorrei fare qui, sul blog. Se riesco la metto su durante il fine settimana.
Poi sono sempre più incuriosita dai meccanismi di creazione ed elaborazione delle storie.
Un mesetto fa circa ho cominciato a pensare a un racconto, ambientato verso la fine della prima guerra mondiale, durante l'epidemia di spagnola. Ci ho pensato un pochetto, ma mi rimaneva sempre in testa un che di indistinto. Poi ho smesso di pensarci. Cioè più che altro ho messo l'idea nel retrobottega e l'ho lasciata lì, come il vino nella botte, a vedere se maturava.
L'altra sera invece di dormire... zac... è tornata fuori. E stavolta c'era tutto. Personaggi, trama, stile di scrittura, inzio, svolgimento, fine. Ho inziato a svolgere mentalmente il nastro.
Sono tempi bui. E io mi diverto.
Inizia così.
In quel momento avrei voluto avere qualche chip installato in testa che riversasse direttamente in word ogni parola, ogni frase... persino le virgole! La sensazione è davvero quella di averlo già scritto, mentalmente. Poi so che molto probabilmente non è vero, perché mentre penso, le parole, le frasi o altro che non mi vengono le sostituisco con virtuali puntini puntini e vado oltre. Però la sensazione è proprio quella, di avere già scritto tutto. E per scriverlo ancora meglio, e per non dimenticarlo, poi ricomincio da capo, e lo riscrivo ancora, e ancora, e ancora.
Stavolta però, nel tentativo di evitare la notte in bianco, mi sono alzata, ho preso il mio bel quadernetto, e ho buttato giù sei facciate di frenetici appunti cercando di trattenere tutto il possibile.
Comunque adesso questa storia ce l'ho, è mia. Punto e basta.
Poi ancora, mentre stavo sulla metro, è spuntata un'altra storia. Anzi no, questa non è una storia. Sono solo due scene. Prima e seconda scena. Queste sono lì, nitide come se avessi visto un film. Ma non so che storia è, non lo so per niente. Ho pensato di farne un thriller ma l'idea non mi convince. Poi ho visto Donnie Darko e ho pensato di dare alla mia protagonista qualche oscuro potere. Poi boh... non lo so. Anche questa per il momento finisce nel retrobottega. Però secondo me è una buona idea.
Uffa sarebbe così bello avere il tempo, tanto tempo, tutto il tempo!
Svegliarsi ogni mattina, fare una bella colazione, fumare la prima sigaretta pigramente davanti al monitor acceso, navigando qua e là senza meta. Poi spegnere la cicca, preparare un altro caffè, e cominciare a scrivere.


Postato da: marinai a 11:54 | link | commenti

venerdì, 22 aprile 2005
Assente

Mi piace molto il blog di Azzu perché lei e Fry (beh più lei che Fry) scrivono un sacco di post. Così puoi andarlo a vedere mattino, pomeriggio e sera e quasi sempre ci trovi qualcosa di nuovo e di interessante.
Tutto il contrario di questo qui, che quelle tre quattro persone affezionate, cliccano cliccano e ci trovano sempre la stessa per pagina per giorni, per settimane addirittura.
Tutto questo per dire che?
Ah. Che sono fuori fino a lunedì sera, quindi per stavolta sono assente giustificata.


Postato da: marinai a 22:21 | link | commenti (2)

giovedì, 21 aprile 2005
Questo post

Questo post è solo uno sfogo. Lo butto qui così come viene, senza pensare.
Da quanto sono stata a questo corso non sono più io. O forse non ero io quella di prima. Non capisco più niente. Scrivere è un mestiere difficile. Serve talento, tecnica, conoscenze, e tempo, costanza, applicazione.
Scrivere narrativa non è un mestiere. Nel senso che non ci mangi. Non ci mangiano nemmeno quelli già un po' conosciuti e affermati.
In questo paese di merda nessuno legge. Gli autori italiani poi non ne parliamo nemmeno.
Certo attorno esiste tutto un mondo: editor, sceneggiatori, giornalisti, traduttori, editori. Insomma nessuno fa il romanziere e basta, a parte pochissimi eletti. Quelli più bravi, o più fortunati, o più probabilmente entrambe le cose, bene o male alla fine con la scrittura ci campano, tra un romanzo di qua, una sceneggiatura di là, qualche collaborazione di varia natura altrove.
Gli altri, magari anche bravi, si fanno il loro bravo mazzo negli uffici, nelle banche, nei negozi, e poi nel tempo libero invece di guardare la tv, bere, scopare, o fissare il muro, scrivono, leggono, collaborano a riviste, siti web, questo e quest'altro.

Che diamine dovrei fare io, a quasi quarant'anni, con questa voglia di dare una svolta alla mia vita, andando in una direzione che è tutta in salita e che anche nella migliore delle ipotesi possibili non mi porterebbe da nessuna parte?
Sono inchiodata in questo lavoro... ma non è il lavoro in sè. E' quello che c'è intorno. Qui niente funziona. E' un muro di gomma. E' tutto opaco, frustrante, difficile. Difficile anche da descrivere.
Io non lo so la gente dove si "realizza" (e poi questa parola mi sta anche sul cazzo). Forse perché hanno figli e questo li rende più felici e pieni. Forse perché troieggiano in giro e si divertono. Forse fanno shopping e tanto basta. Forse hanno tanti amici, una bella vita piena di gite, serate allegre, cenette e cinemini.
Mica c'è niente di male, eh.
Solo che io non trovo pace. Proprio non la trovo. Così la vita mia non funziona.

Forse non ci dovevo andare a quel corso.


Postato da: marinai a 16:52 | link | commenti (2)

Segnali onirici

Stanotte ho fatto un sogno. Mi perdevo le cose. Ero non so dove, assieme a non so chi. Cercavo la valigia con dentro i miei abiti ordinati e puliti, ma quando la aprivo ci trovavo dentro solo due magliette appallottolate. Sapevo di avere da qualche parte un paio di scarpe da ginnastica nuove, bianche. Non riuscivo più a trovarle. Poi erano lì, sotto un attaccapanni, ma erano mezze sfondate e macchiate d'erba. Mentre accadeva tutto questo volevo parlare con una persona. Ci tenevo a parlare con lei. Ma ero persa nell'affanno di ritrovare le mie cose e il momento di questo incontro continuava a fuggire.


Postato da: marinai a 12:45 | link | commenti

Citazione

"La solitudine della scrittura è una solitudine senza la quale lo scritto non si realizza o si sbriciola esangue nel cercare cosa scrivere ancora. Si dissangua, l'autore non lo riconosce più. Ci vuole sempre una separazione dagli altri attorno a chi scrive libri."

M. Duras

Sì, proprio così.


Postato da: marinai a 12:35 | link | commenti

lunedì, 04 aprile 2005
Ingenuità

Ieri sera dopo una domenica sonnacchiosa di quelle che non levi il pigiama dal mattino mi prende un fulmine a ciel sereno: mi sono scordata di andare a votare!
Saranno state le otto più o meno, ma di uscire di casa a quell'ora proprio non mi andava. Allora ho un'idea geniale: accendiamo la tv e vediamo fino a che ora sono aperti i seggi domani.
Ci ho messo esattamente 45 minuti. Nell'orario di punta dell'informazione, con tg e notiziari vari su tutte le reti, in una domenica di elezioni... 45 minuti di zapping nevrotico prima di scoprire l'orario di apertura dei seggi.
E forse ho anche avuto culo.

Ora non oso pensare quali acrobazie mediatiche toccherà fare per scoprire i risultati delle elezioni, o se ci sarà sciopero dei treni domenica prossima.


Postato da: marinai a 11:04 | link | commenti (2)

venerdì, 01 aprile 2005
Donne du du du

I luoghi comuni.
Le donne belle sono stupide.
Quelle sempre eleganti e impeccabili badano solo alla forma e sono  persone aride e vuote.
Quelle che provengono da famiglie benestanti, viziate e spendaccione.
Quelle che vogliono fare carriera, squali senza scrupoli.
Alcuni di questi luoghi comuni valgono anche per gli uomini, ma non tutti.
Una donna bella, ricca, affermata, intelligente fa paura. Gli uomini la guardano con sospetto, le altre donne la invidiano. Cercano di farsela amica a tutti i costi perché una nemica così è pericolosa.

Una delle mie amiche è così. La sua vita sembra una finzione da rotocalco femminile. La vedi nei suoi abiti firmati camminare sopra otto centimetri di tacco fumando una sigaretta mentre parla al cellulare. Se hai l'occhio sgamato su certe cose ti accorgi anche del rolex al polso e dei capelli freschi di parrucchiere. Le parli e ti dice che suo marito è a New York, che la settimana prossima deve assolutamente andare a Parigi, che la baby-sitter le tiene il bambino fino alle otto e che quindi ha giusto il tempo per l'aperitivo che poi dopo cena dovrà lavorare fino a notte fonda e domani mattina alle sette deve essere in piedi perchè passa l'architetto a portarle i disegni per la casa e subito dopo deve prendere la macchina per andare a 400 km di distanza a parlare con uno e poi sbrigarsi a tornare indietro in tempo per controllare che la colf abbia stirato tutte le camice, andare a fare la spesa, pagare la baby-sitter e telefonare al fratello per prendere appuntamento col commercialista della società di famiglia.

Quando l'ho conosciuta pensavo che con una persona così sarebbe stato per forza un disastro. Ci avrei litigato. Sarei annegata in un mare di invidia. Mi sarei sentita un brutto anatroccolo insignificante e avrei fatto di tutto per tenermene lontana. Non so, una qualsiasi di queste cose. Tutto ma non che diventasse mia amica.

Un sacco di gente apparentemente più alla mano e più affine al mio modo di essere si è fatta di nebbia nei periodi più difficili della mia vita. Quelli che credi che siano amici per la pelle solo perchè ci sei andato a scuola assieme. Lei invece no, è sempre lì, nel bene e nel male. Appare ogni tanto in una nuvola di profumo con le unghie smaltate i colpi di sole nei capelli biondi. Ci facciamo delle chiacchierate infinite bevendo vino e fumando. Poi lei torna alla sua vita iper attiva e io alla mia pigra e indolente. C'è gente che non capisce come mai siamo così amiche. Ma io lo so, e lei pure.


Postato da: marinai a 16:55 | link | commenti (4)

 

Presentazioni

1. È provato oltre ogni dubbio che il fumo è una delle ragioni principali della statistica (Fletcher Knebel)

2. L'oca è l'animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne

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