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sabato, 19 gennaio 2008
Una strana giornata

Il moroso e io cerchiamo casa.
Insomma siamo entrati nel tunnel degli agenti immobiliari, delle visite, delle vautazioni (per vendere la mia).
E' un delirio.

Cercar casa potrebbe anche essere divertente, ma quando hai i soldi contati e nessuna esperienza in merito, è facile lasciarsi prendere dall'ansia.
I primi giri sono stati abbastanza deludenti. Abbiam visto appartamenti tutto sommato decenti, ma niente che mi facesse venire la minima voglia di andarci a vivere. Io sono abituata alla mia soffitta, che è piccola, scomoda, mezza rotta... ma è in centro, piena di luce e di sole, silenziosa, un po' strana, con una bella vista sui tetti bolognesi. L'idea di cucina e due stanze in periferia un po' mi inquieta.

Stamattina però mi sono risollevata. Abbiam visto un appartamentino, vecchiotto, in una tipica palazzina anni sessanta, in un quartiere popolare. Niente ristutturazioni, niente fighetterie, pavimenti originali dell'epoca ma tenuti benissimo. Quella casa non ha niente di speciale, se non che appena ci sono entrata mi son sentita bene. Il proprietario ospita un amico, che in quel momento non c'era ma che aveva lasciato tutto abbastanza in disordine, con tanto di piatti ancora da lavare nel lavandino. Eppure la casa a me è sembrata accogliente.

Il proprietario mi è sembrato un tipico bolognese, di quelli della vecchia guardia. Simpatico, chiacchierone, non invadente. Diceva che nella casa ci sono dei lavori da fare, e che si era abbastanza seccato perché un tizio che forse la voleva compare come investimento gli avrebbe detto: macchè lavori, se ci devo mettere dentro quattro studenti va benissimo così.
Ha pure detto che il prezzo a cui la proponeva l'agenzia era troppo alto, che tanto i prezzi stanno calando e che quindi lui l'avrebbe data a meno.

Deve essere vero che le case hanno la loro personalità e che il clima che si respira tra le mura dipende anche da chi l'ha abitata.

Insomma adesso è presto per dire: la compriamo. Ma mi ha rassicurato vedere che qualcosa di decente al prezzo che ci possiamo permettere esiste. E mi è piaciuto anche il fatto che anche il moroso ha avuto la stessa impressione positiva.

Siamo usciti tutti e due di buon umore e con il sorriso. Per strada abbiamo incontrato un ragazzo straniero, che cercava la fermata di un autobus. Parlava poco l'italiano ed era completamente fuori zona. Ci ha fatto vedere un libretto. Spiegava cosa si deve fare a Bologna se non hai nè casa nè lavoro. C'erano gli indirizzi delle mense e quelli di un ricovero notturno dove stava cercando di andare lui.
E' finita che l'abbiamo accompagnato a piedi fino in centro e siamo rimasti con lui finché non è salito sull'autobus giusto. Chissà come si deve sentire uno che arriva in una città straniera, senza conoscere la lingua e senza avere niente se non uno zaino e un librettino di indicazioni come quello.

 


Postato da: marinai a 17:35 | link | commenti

giovedì, 13 dicembre 2007

Da piccola volevo fare la scrittrice.
Da adolescente la giornalista.
Mi iscrissi a scienze politiche con questo progetto: mi laureo e poi vado alla scuola di giornalismo a milano.
Sei mesi dopo me l'ero dimenticato.
Mi sono presa una cotta per la sociologia. Ci ho pure fatto un dottorato.
La sociologia in sè dopo un po' ha cominciato ad annoiarmi, ma mi appassionava molto il metodo scientifico, il rigore, la produzione e la diffusione della conoscenza.
Dall'università me ne vado: brutto ambiente, e io non avevo abbastanza pelo sullo stomaco per sopravvivere.
Approdo in un ente pubblico, da precaria.
Mi affosso.
Sono sul punto di licenziarmi, quando mi viene ventilata la possibilità di spostarmi nel settore comunicazione. La prendo al volo, un salto nel buio.
Faccio fatica, stringo i denti, provo a inventarmi un lavoro che non so fare.

Poi mi viene detto: ehi... facciamo un salto di qualità? Perché non te ne vai a studiare seriamente da qualche parte? Qui servirebbe un giornalista scientifico.

Punto.

Giornalista+scientifico.
La sintesi estrema di tutte le cose che dal punto di vista professionale e intellettuale mi hanno sempre appassionato di più nella vita.

Non ho ancora capito se ci devo credere o se alla fine si rivelerà l'ennesima illusione.

 


Postato da: marinai a 15:55 | link | commenti (2)

giovedì, 11 ottobre 2007
Non blog

Vorrei aprire un non blog, fatto di non post.

Un blog per chi non trova il tempo di bloggare, ma ne avrebbe voglia.

Questi sono i non post che avrei voluto scrivere nelle ultime settimane.

Padoa Schioppa e le tasse.
''Le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute'' ''Ci puo' essere insoddisfazione sulla qualita' dei servizi che si ricevono in cambio  ma non un' opposizione di principio sul fatto che le tasse esistono e che si debbano pagare''.
Di frasi così ne voglio sentire ancora, ancora e ancora.
Il fatto che queste affermazioni abbiano suscitato tanto clamore è la riprova che dobbiamo ricostruire da capo l'intero senso della società presente e passata.

Beppe Grillo e il V-Day
Non è che lo ami tanto Grillo... però... si è tanto ragionato sullo strapotere della televisione, e questo qui è riuscito a tirare fuori tutto sto casino, senza nemmeno un passaggio televisivo da 10 secondi. Sarà mica un segnale di una certa importanza?

Antipolitica
Questo termine è sempre usato per riferirisi a qualcun altro. Si dice che l'antipolitica e gli antipolitici esistono, ma non ho mai sentito nessuno definirsi tale. Ragionandoci io credo un po' di esserlo, e me ne dispiace. Vorrei capire come mai mi è successo. Ma non so se voglio guarire.

World of warcraft e il senso del gruppo
C'è un aspetto di questo gioco che andrebbe indagato a fondo, e raccontato. Un mondo in cui da solo non vai da nessuna parte, dove raggiungi gli obiettivi solo assieme ad altri, dove collaborare conviene, prevaricare molto meno. Non ditemi che dal punto di vista "sociologico" non è una cosa interessante.
(In effetti questo post forse lo scriverò davvero)

 


Postato da: marinai a 14:48 | link | commenti (2)

martedì, 18 settembre 2007
Decidi tu?

Quando hanno battezzato il nuovo partito unico del centro sinistra a me è scappato da ridere. Partito Democratico (scelta minimalista e poco impegnativa), che diventa PD. Ora se, come succede a me, ti capita di frequentare certi ambientini di internet, tipo il mondo dei video-giocatori on line, sei abituato a leggerla spesso quella sigla, con un significato del tutto diverso. Pd nel linguaggio orribile e sincopato usato da alcuni (troppi a dire il vero) non è altro che la più sonora e tradizionale delle bestemmie.

Chissà se gli esperti di comunicazione del Partito Democratico lo sanno e hanno deciso che la cosa difficilmente può avere ripercussioni negative sulla loro campagna, oppure se ignorano del tutto il particolare.
A me però fa ridere lo stesso.

E sinceramente mi fa un po' ridere, anzi no, un po' incazzare, lo slogan che hanno scelto per i manifesti. Sono democratico perciò decido io
Dicono che trattasi di apparente ossimoro...

Proprio non mi piace. Non mi sembra che di questi tempi ci sia davvero bisogno di diffondere slogan che richiamano all'individualismo, all'affermazione della volontà individuale.
Mi piacerebbe tanto vedere richiami al noi, ai legami che per forza di cose uniscono i destini delle persone che vivono nello stesso sistema sociale, alle interdipendenze che ci sfuggono perché ce le nascondono... quanto mi danneggia un lava vetri? e un topo di appartamento? e un evasore fiscale? e un politico corrotto?

Mi autocito perché questa cosa l'avevo già scritta in un altro post e mi ero spiegata meglio.
Dicevo così:

Ecco quello che volevo dire è questo: che il berlusconismo funziona perché le persone hanno perso di vista il fatto che siamo tutti interdipendenti gli uni dagli altri. Perché c'è una sorta di delirio di onnipotenza individualista che ha ottenebrato le menti. Nessuno si accorge che se tizio non ha soldi in tasca, caio non venderà la sua merce; che se i ricercatori più brillanti vanno all'estero, la nostra economia si impoverisce; che se gli anziani devono spendere tutti i loro risparmi per pagarsi a prezzi di mercato una badante, non avranno niente da dare ai loro figli; che finché esiste qualcuno che non ha più niente da perdere siamo tutti in pericolo.
A me non sembra difficile, non è mica questione di essere buoni o solidali. E' questione di investimenti.

E' a questo genere di discorsi che mi piacerebbe che si richiamasse la sinistra oggi.
Oddio immagino che farci uno slogan non sia facilissimo, ma qualcosa di meglio di "decido io" secondo me lo potevano tirare fuori.

Ma non avrebbe funzionato... probabilmente "decido io" funziona molto meglio.


Postato da: marinai a 17:56 | link | commenti (3)

lunedì, 17 settembre 2007
Effetti collaterali

A due settimane dalla fine delle ferie:

mal di gola, febbre, tosse
imbarazzante brufolo all'angolo sinistro della bocca
ciclo anticipato di cinque giorni
gengiva gonfia e irritata

Se continua così non arrivo viva a natale.

(Giuro che è tutto vero).

p.s. dimenticavo: istinto omicida a stento represso verso collega che sta parlando al telefono dalle ore 14.15 senza interruzioni (l'interlocutore - chiunque sia - secondo me, ha appoggiato la cornetta da qualche parte ed è andato a farsi i cazzi suoi).


Postato da: marinai a 16:38 | link | commenti

mercoledì, 05 settembre 2007

E insomma rientro da questa vacanza e mi godo un temporaneo stato di grazia, senza domandarmi quanto potrà durare.
Sono riposata, rilassata, carica di energie.
E' strano perché prima di partire non mi rendevo affatto conto di essere così tanto stanca, stressata, nervosa, abbattuta. Lo vedo bene adesso, per differenza.

A fare la differenza, oltre alla settimana a Barcellona, è la drastica riduzione del mio consumo giornaliero di sigarette. Sarebbe bello potere continuare così, ma non mi faccio illusioni nè promesse...


Mi ero appuntata mentalmente diverse cose di cui parlare nel blog. Ho letto finalmente un paio di libri di Elena Ferrante. Prima ancora di aprirli sapevo esattamente cosa ci avrei trovato dentro, e non ho sbagliato.
Però ho la mente ancora un po' troppo vaga per parlarne, i miei pensieri sono ancora in vacanza e si rifiutano di concentrarsi su specifici argomenti.


Volevo parlare anche di Barcellona. Non che sia una meta particolarmente originale... ma ci sono stata bene. Ho fatto le classiche cose che fanno i turisti, camminato, mangiato, fatto shopping, visto musei, chiese... insomma niente di straordinario. Ma era bello alzarsi al mattino senza pensieri, vagare in una città grande, immersi nella folla. Il sole, il mare, il vento, gli odori, la gente.
Un concentrato di banalità, ma di quelle che fanno bene al corpo e allo spirito.


Postato da: marinai a 14:18 | link | commenti (2)

martedì, 04 settembre 2007

Rientro da Barcellona domenica mattina. Oggi martedì sono in ufficio.
Non sono ancora in grado di connettere, e men che meno di scrivere un post sensato.

Per la testa mi passa una domanda assillante: che ci faccio qui?
Può essere che nel giro di qualche giorno troverò una risposta, ma per il momento non ne ho la più pallida idea!

 


Postato da: marinai a 12:34 | link | commenti (3)

lunedì, 13 agosto 2007
Solo un appunto

Ricordarsi per il prossimo anno di NON venire a lavorare in agosto.
Ci son quelli che dicono che in agosto in ufficio si sta taaaanto bene perché non c'è nessuno. Sarà... ma a me lavorare in questo periodo non piace, e mi sento così stanca che non ho nemmeno voglia di andare in vacanza.


Postato da: marinai a 14:17 | link | commenti (2)

 

Presentazioni

1. È provato oltre ogni dubbio che il fumo è una delle ragioni principali della statistica (Fletcher Knebel)

2. L'oca è l'animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne